In completa sicurezza?

Il mantra dell’era Covid

intervista a dott. Riccardo Ortolani - Qui l'originale

Dove sono i limiti di ciò che si può imporre in nome della sicurezza, vera o presunta che sia?

L’essere umano può veramente essere costretto a rinunciare a vivere nell’illusione di azzerare ogni rischio che mina la nostra intrinseca fragilità?

I decisori politici e sanitari ci informano che quanto hanno messo e stanno mettendo in atto in quest’era Covid, dalle restrizioni alle chiusure, dagli obblighi allo stato di emergenza costante, è finalizzato alla sicurezza, tanto che la formula in sicurezza è diventata una sorta di mantra.

Ma fino a che punto è lecito spingersi?

Qual'è lo scopo finale effettivo?

Quali sono i limiti oltre i quali viene sacrificata la vita in modo non più accettabile?

Per esempio, posso dire a un bambino di chiudersi in casa e privarsi di ogni esperienza perché così sarà più al sicuro? Se lo facessimo gli impediremo di vivere? Sicuramente si!

La paura: che cosa la fa nascere in noi? Il timore di perdere la nostra vita, la nostra salute, la vita e la salute delle persone care, perdere ciò che ci sta più a cuore e ciò di cui abbiamo più bisogno. Ma dobbiamo essere coscienti che la nostra natura, pur così meravigliosa è, al tempo stesso, vulnerabile, precaria e temporanea; se lo dimentichiamo rischiamo di vivere di speranza e di accettare promesse e scelte abnormi fatte in nostro nome.